Apple Porn Policy: “fate come diciamo, non come facciamo noi”

Cupertino difende bambini e persone sensibili ed è per questo che ha adottato rigidi controlli, Apple Porn Policy, sui contenuti pubblicati, regole rivolte soprattutto a sviluppatori di applicazioni, proprio uno di questi ha raccontato su Medium una vicenda di come Cupertino gli ha segnalato l’infrazione.

Su Medium Carl Smith ha raccontato il modo in cui Apple ha segnalato un contenuto pornografico scoperto inviando a lui e al suo team una delle foto raccolte dai tecnici che eseguono il controllo. Lo screenshot è stato ritrovato nella posta da lui e dagli altri professionisti senza nessun avviso del tipo di contenuto visibile, questo ha fatto scattare a sua volta il sistema di controllo interno ma il modo di applicare l’Apple porn policy ha lasciato abbastanza perplessi i tecnici.

Apple-Android-Ios-Fangs-Evil-Apple

Ecco il racconto. “Era un tipico lunedì mattina, tazza di caffè in mano e cerco di mettermi al passo con il team quando vedo in una conversazione HipChat questa esclamazione: “non essere cattivo come Apple!”. Come può essere cattiva Apple e uno degli sviluppatori gli racconta “Apple ha appena mandato la foto di una ragazzo che si masturba”. Incredulo Carl Smith ha cercato di capire che cosa è successo. In sostanza, Apple ha scoperto che la loro applicazione è stata utilizzata da qualche interno per pubblicare contenuti pornografici o collegarsi a siti di materiale hot. Cupertino ha così pensato di inviare lo screenshot di una delle immagini incriminate, appunto la foto di una masturbazione e poi ha aggiunto “Si prega di consultare la schermata allegata per ulteriori informazioni” e questa riportava al regolamento Apple Porn Policy“.

Questo sicuramente viene apprezzato dallo sviluppatore perché ha attivato il controllo interno ma allo stesso tempo criticato, Carl Smith giudica il modo inappropriato. “E se qualcuno decideva di portare suo figlio al lavoro? O se in quel momento qualche cliente era presente per qualsiasi motivo? Secondo il responsabile Apple avrebbe dovuto accompagnare la foto e l’insieme di altre immagini allegate con un “attenzione si sta per aprire un immagine dal contenuto forte”, pixellare le parti per proteggere gli innocenti e soprattutto fornire un file codice per la ricerca in modo da aiutare i tecnici nella correzione della falla. In sostanza, Apple per proteggere persone sensibili ha creato lei stessa un pericolo. Afferma Carl Smith se noi scoprissimo che un nostro dipendente usa i nostri supporti tecnici per inviare foto hot o venderle scatterebbe il licenziamento e il  linciaggio per il danno che creerebbe al progetto, ma ad Apple che cosa si può dire? Solo di cambiare il metodo perché se la stessa fosse stata un nostro dipendente e avesse condiviso in quel modo l’infrazione ad un cliente, avrebbe subito non solo il licenziamento ma anche una richiesta di danni.

Fonte: Medium

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *