Instagram, Facebook e Twitter: ecco alcuni dati di crescita e utenti

Tra Facebook e Twitter è guerra di numeri, chi ha il numero più alto di utenti? Un dato interessante perché dall’utenza dipende il successo commerciale, economico e di sviluppo di questi due colossi che ormai si competono anche a livello finanziario.

Iniziamo da Instagram, la celebre app del fotoritocco acquisita da Facebook sale a quota 300 milioni di utenti attivi su base mensile, contro i 248 milioni del microblog dei cinguettii. Instagram è stata acquisita da Facebook nel 2012, per un prezzo inizialmente annunciato di un miliardo di dollari alla fine ridotto a 715 milioni perchè il social network ha pagato in parte con azioni proprie, il cui valore era nel frattempo sceso.

Instagram

Kevin Systrom, capo di Instagram spiega il numero così alto di utenti. “Un risultato – riferisce il manager – conseguito negli ultimi quattro anni e iniziato con due amici che avevano un sogno e hanno messo insieme una comunità globale che condivide oltre 70 milioni di foto e video tutti i giorni”. Le parole rivelano una soddisfazione estrema che Zuckerberg su Facebook ironizza pubblicando una foto di Systrom: “Kevin balla letteralmente sui muri per celbrare i 300 milioni di utenti”.

Da questo risultato è facile arrivare agli altri numeri di Facebook, che ha raggiunto ben 1,3 miliardi di utenti distribuiti nel seguente modo: WhatsApp (600 milioni utenti attivi), Facebook Messenger (500 milioni) e Instagram (300 milioni). Proprio quest’ultimo sta crescendo i maniera incredibile per tanti fattori legati all’espandersi della fotografia e all’uso da parte di personaggi pubblici e brand che possoo godere di una garanzia di sicurezza antiplagio e gossip grazie alla verifica dei profili.

Intanto anche Twitter raggiunge un risultato incredibile: circa 23 milioni di profili non sono umani, sono circa l’8,5% dell’utenza totale, sono soprattutto bot, ovvero programmi che generano automaticamente cinguettii e che non hanno intenti malevoli ma solo di semplificare la visibilità dei siti collegati.

Il dato è stato riportato da Twitter durante una relazione alla Sec, l’autorità che vigila sulla borsa di Wall Street. Il numero di account palesemente falsi e con intenti malevoli secondo le ultime ricerche del social è più basso, e non supera il 5% degli oltre 271 mln di profili censiti lo scorso giugno. I bot invece, sottolineano gli esperti, non sono necessariamente dei generatori di spam, ma possono avere anche degli scopi ‘positivi’, come ad esempio quelli utilizzati per avvertire di scosse di terremoto.

Fonte: Ansa

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