Sony Attacco hacker: i dipendenti rischiano lo stipendo

sony-pictures-logoSony attacco hacker. L’azienda giapponese è da tempo al centro della cronaca e dell’attualità per via dei recenti sabotaggi collegati al film Interview. E’ dal 24 novembre che la sezione Picuter della Sony è sotto attacco hacker con blocco dei computer, furto di dati, ingresso in account privati tanto che in questi giorni i siti di informazioni avevano pubblicato delle “conversazioni scomode” interne ad e-mail tra la co-presindetessa di Sony Pictures Entertainment Amy Pascal e il produttore Scott Rudin. In uno scambio di battute i due professionisti avevano fatto commenti razzisti contro il presidente Usa, Barack Obama, e avevano definito Angelina Jolie una mocciosa senza talento. L’elemento più grave di questo attacco hacker contro la Sony è il fatto che la sezione Pictures ha perso gli atti per elaborare i pagamenti dei dipendenti.

Di dipendenti parla anche la stessa Pascal che si è scusata per le affermazioni fatte: “Non deovevo scrivere certe cose anche se in corrispondenza privata e me ne scuso. Le vittime – spiega la co presidentessa – di questo attacco sono soprattutto i dipendenti di Sony i cui dati personali sono stati resi pubblici. Mi scuso sinceramente, ma ho una compagnia cinematografica da mandare avanti. Cosa è successo, più che essere devastante è un elemento di distrazione, ho 6000 dipendenti, ho film da fare uscire. Dobbiamo andare avanti”.

I media hanno riportato anche altre affermazioni ironiche e offensive su altri personaggio famosi, come Kevin Hart, appellato come una prostituta. I dirigenti della Sony a questo punto hanno reagito e pubblicato una dichiarazione con la quale si diffida qualsiasi mezzo di comunicazione a pubblicare altre rivelazioni ottenute e frutto dell’attacco hacker Sony. “Scriviamo per assicurarci che siate a conoscenza del fatto che Sony non consente di rimanere in possesso, leggere, copiare, disseminare, pubblicare, caricare o scaricare o fare qualsiasi uso delle informazioni rubate” scrive David Boies, uno degli avvocati che stanno seguendo Sony in questo sabotaggio informatico collegato però ad una dinamica diplomatica e politica.

 

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