Sony Pictures sabotata dagli hacker, ipotesi di collegamento al film su Kim Jong-un

Sony è stata sabotata da haker per il film su Kim Jong-un, è la conferma alla paralisi dei sistemi informatici avvenuta il 24 novembre negli studi della Sony Pictures, la divisione cinematografica del colosso nipponico. Secondo i media sudcoreani, l’episodio è collegato al rilascio del film “The Interview” che tratta la storia di un giornalista di un talk show e del suo direttore, interpretati da James Franco e Seth Rogen, che tentano di assassinare su precise istruzioni della Cia il leader nordcoreano Kim Jong-un grazie a un’intervista concordata.

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Fbi e Department of Homeland Security stanno cercando di chiarire il caso e di verificare l’ipotesi di una responsabilità hacker di Pyongyang. Il film uscirà in Usa e Canada il giorno di Natale, e in 63 altri paesi (Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina) il prossimo anno, ma non in Corea del Sud per il timore di danneggiare le relazioni intercoreane.

La Sony aveva commentato precedentemente la distribuzione illegale su Internet avvenuto attraverso il canale Torrent: “Il furto delle pellicole – ha dichiarato la Sony Pictures Entertainment – è un crimine e per questo stiamo lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine”. Il film The Interview ha scatenato un vero e proprio caso diplomatico, infatti, dopo il rilascio del trailer avvenuto a giugno, il ministero degli Esteri nordcoreano denunciò la pellicola come “evidente atto di terrorismo e di guerra”, chiarendo che “se l’amministrazione Usa sarà connivente e patrocinerà la proiezione del film, saranno prese contromisure forti e spietate”. Gli hacker, dopo l’attacco, hanno lasciato un’immagine di uno scheletro rosso firmandosi ‘GOP’, acronimo di Guardiani della Pace, minacciando la diffusione di dati “classificati” della Sony, ha riportato il New York Times.

 Fonte: Ansa

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