Sviluppo Acer: tablet e computer nelle prospettive di crescita, ecco la linea di Jason Chen

Acer, la famosa società di Taipei è nata soprattutto producendo personal computer dai prezzi competitivi e dalle funzionalità avanzate, sta vivendo come tante altre società tecnologiche un momento di incertezza, il primo impatto della crisi con un calo finanziario, il manager incolpa la crisi, il taglio dei consumi, un’epoca di cambio generazionale informatico a cui tutti devono rispondere e solo in pochi sono riusciti a mantenere uno standard di crescita elevato. Samsung, Apple, Google, sono le tre principali aziende ma non bisogna sottovalutare chi ha saputo rilanciarsi o chi ha saputo cogliere il momento di crescita anche in un momento di rilancio geopolitico, ne sono un esempio le aziende cinesi come Xiaomi, HTC e ZTE. Poi ci sono i colossi come Microsoft e Sony che hanno saputo cogliere le potenzialità della diversificazione sviluppandosi anche nel settore del mobile. Acer ha saputo cogliere questa opportunità presentando prodotti device di mercato e durante la Conferenza di presentazione all’Ifa di Berlino ha chiarito la sua linea di sviluppo verso i tablet e gli ultrabook, computer del futuro. La chiusura di Bilancio 2014 si prospetta positiva.

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IFA 2014 ACER 001

 

La Repubblica ha riportato sul suo sito alcune dichiarazioni di Ceo Jason Chen, risultano essere in linea con quanto prospettato nei giorni di Berlino.

“Non guardo mai al passato – ha dichiarato il Ceo Acer Jason Chen – preferisco inseguire il sole davanti a me e lasciarmi alle spalle le ombre. Quello che conta è il futuro e noi ci saremo. Anche a costo di essere gli ultimi sopravvissuti”.

“Abbiamo attraversato un’epoca complicata. Da un lato lo scoppio della crisi globale che ha portato al taglio della spesa in consumi, dall’altro la grande fase di cambiamento del nostro settore. Dopo anni di crescita senza freni, il mercato dei Pc si è stabilizzato e sono comparsi nuovi prodotti” spiega ancora il dirigente.

Spiega il suo metodo di lavoro:

“un collega mi ha consegnato un elenco con tutti i problemi della società, un documento di due o tre pagine con tutte le cose che non funzionavano. Vuole sapere cosa ne ho fatto? L’ho chiuso in un cassetto senza mai guardarlo. Io voglio concentrarmi sulle cose che funzionano. L’ho imparato negli Stati Uniti dove fin dalle scuole si lavora per migliorare i propri punti di forza tralasciando il resto. In fondo per vivere bisogna fare quello di cui si è capaci, non quello di cui si è incapaci.”

“Sistemare i problemi del passato non può essere garanzia di successo, per questo bisogna accelerare sulle cose che sappiamo fare bene. E Acer può puntare su un brand fortissimo, una presenza in oltre 160 Paesi e una rete di servizi funzionale ed estesa. Se ci concentriamo su questi poi avremo modo di gestire anche i nostri punti deboli. Filosoficamente, però, preferisco usare la carota con chi fa bene che il bastone con chi sbaglia, anche se mi rendo conto che non sempre sia così facile”.

E si torna a parlare dello sviluppo di mercato ribadendo quello che Acer aveva prospettato e raccontato durante la conferenza dell’IFA. “Sul fronte dei computer siamo stabili, manteniamo la nostra quota, cresciamo sui tablet e sui prodotti combinati e siamo leader mondiali, con una quota del 40%, nel segmento dei Chrome Book (il computer che funziona prevalentemente collegato a internet, ndr), e puntiamo sul settore del gioco. Ci piacciono la pressione e la competizione”.

Fonte: Repubblica.it Foto

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