Il Cyberbullismo nelle scuole, è alta l’attenzione delle istituzioni

Il cyberbullismo si può definire come l’aggiornamento ai tempi di un fenomeno negativo, una piaga all’interno del mondo scuola e adolescenza che purtroppo ha creato e crea ancora tristi fatti di cronaca.

Il bullismo di per sé è un fenomeno complesso, che vede il formarsi di gruppi di adolescenti e anche bambini, delle volte, coalizzarsi in scherzi e violenze contro determinati soggetti, spesso coetanei più fragili. L’attenzione delle scuole è alto da molto tempo, formatori, psicologi e istituzioni non solo cercano di prevenire il fenomeno ma cercano anche di capirne le origini visto che non si tratta del semplice scherzo tra ragazzi, ma di una serie di comportamenti e atteggiamenti che possono giungere anche a ferire fisicamente una persona e comunque lasciare segni e traumi psicologici per molto tempo.

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Il cyberbullismo porta questa dinamica all’interno della rete web grazie al fatto che la nuova gioventù è nativa digitale, sa usare benissimo il Web conoscendone tutti i canali, l’uso di smartphone, tablet e phablet connessi non fa che dare accelerazione al fenomeno, il cyberbullismo preoccupa anche l’Euroa perché può assumere diverse forme, può colpire una persona conosciuta da un gruppo ma anche una persona totalmente estranea che si vede sotto attacco nel proprio profilo Social.

Ma il Cyberbullismo commentato da Giorgio Napolitano e dal capo della Polizia Alessandro Pansa in occasione della presentazione della seconda edizione della campagna educativa “Una Vita Social” parla proprio del Cyber bullismo praticato all’interno della scuola e durante l’orario scolastico, i dati riferiscono che proprio in questo momento il 55% degli studenti riesce ad accedere nelle pagine Social tramite smartphone e possono diffondere delle immagini di altre persone che possono essere altri studenti, insegnanti e operatori professionali.

La Polizia di Stato ha condotto una ricerca insieme a Skuola.net, hanno organizzano un sondaggio al quale hanno partecipato circa duemila studenti. La ricerca rivela come ci sia stata una diminuzione del tempo passato davanti ai dispositivi, il 22,8% dice di essere “sempre connesso”, la percentuale era del 37,1% nel 2013. Ancora un altro dato, il 55,4% ritiene comunque che il cyberbullismo stia diventando un fenomeno sempre più violento e frequente e la metà degli intervistati ammette che nella propria scuola ci sono stati fenomeni di cyberbullismo che tuttavia non li hanno coinvolti.

A tale proposito il presidente in carica, Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio in occasione della seconda presentazione della campagna educativa. “Credo che la rete sia una risorsa straordinaria e un mezzo potentissimo di comunicazione. Ma sappiamo quanto un suo uso distorto possa avere conseguenze drammatiche per chi vi si avvicina senza tener conto che la rete viene impiegata anche da soggetti molto pericolosi”. Mentre Alessandro Pansa ha commentato “Il web è uno strumento di crescita culturale e sociale, che richiede però i necessari accorgimenti per poter navigare senza incorrere in inutili rischi“.

Fonte: Ansa

 

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