Twitter investe in India con ZipDial, una startup di Bangalore

Twitter investe in India e acquista ZipDial, una startup specializzata in campagne Marketing. Diverse nostre notizie di smartphone e tablet rivalano come l’India sia un terreno fertile per le aziende tecnologiche e le società che si occupano di comunicazione, social networking e produzione di applicativi. I colossi informatici da tempo hanno messo gli occhi sull’area indiana.

Twitter investe in India perché la diffusione di smartphone, anche economici, e il miglioramento delle reti di navigazione digitale rendono questo immenso paese un terreno fertile. A questa espansione di interessi aggiunge l’acquisto di una nuova realtà che integra un settore dove Twitter sta crescendo sempre di più, la pubblicità e il viral Marketing, così arriva ZipDial e a tutto ciò si aggiunge anche l’innovazione verso le chiamate perse.

Segnalazioni Twitter

Il social network ha acquistato la startup di Bangalore ZipDial, che, fondata nel 2010, aiuta colossi dei beni di consumo come Procter & Gamble e Unilever a mettere a punto campagne di marketing. Queste si basano sull’offerta di promozioni ottenibili chiamando un particolare numero telefonico, riagganciando subito dopo averlo composto: questo tipo di pratica e’ popolare in India perche’ consente di fare arrivare il messaggio pubblicitario tagliando i costi della conversazione. Twitter non ha fatto sapere a quanto ammonta l’investimento, ma secondo il sito di notizie tecnologiche Techcrunch l’offerta si aggira attorno a 30-40 milioni di dollari.

ZipDial ha recentemente fornito alcuni suoi dati, ha raggiunto una quota di chiamate perse oltre i 400 milioni, ha raggiunto oltre 60 milioni di utenti in India, il servizio della chiamate persa rispetto all’SMS è una pratica diffusa in India e apprezzata anche come promozione. Twitter lavorerà a fianco dei colossi digitali locali che stanno lavorando per portare l’accesso alla rete in tutte le località, infatti il numero di indiani che non hanno Internet è davvero molto alto nonostante lo smartphone sia un apparecchio ormai diffuso anche tra la popolazione più povera.

Fonte: Borsa Italiana

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