Intercettazioni Telefoniche: Le Nostre Sim Sono Al Sicuro?

Intercettazioni TelefonicheIntercettazioni Telefoniche: Le Nostre Sim Sono Al Sicuro? Spesso ci chiediamo se i nostro cellulari siano al ripardo da sguardi indiscreti, o meglio da orecchi indiscreti e le notizie che emergono oggi, sicuramente non sono rassicuranti! Proprio qualche giorno fa, vi avevamo parlato di particolari attacchi e violazioni dei sistemi informatici della Gemalto, principale produttore di SIM card nel mondo.

Questo attacco era stato effettuato dall’americana NSA, insieme ai servizi britannici GCHQ, interessate a origliare conversazioni scottanti probabilmente e ad attuare intercettazioni telefoniche “per garantire la sicurezza del paese”! Due organizzazione già famose per aver spiato conversazioni facebook, twitter, Yahoo e ricerche google.

Questo programma di spionaggio era stato messo in piedi per cercare di riconoscere i volti di criminali, terroristi o persone sospette, tramite un programma di riconoscimento facciale, che scatta foto ogni 5 minuti; e se putacaso avete un nome e un volto simile a quello di un sospettato verrà scattata la vostra foto, archiviata e studiata. Yahoo affermò di non sapere nulla di queste attività, definendole come una nuovo livello di violazione dei loro utenti.

La GCHQ, ha dichiarato che tutto ciò era svolto secondo rigorosi principi e che non c’era stata alcuna violazione di privacy. L’obiettivo delle due aziende erano le chiavi di accesso alle SIM, un modo per superare qualsiasi richiesta formale di controllo e avere la possibilità di spiare indiscriminatamente tutto il mondo, essi potrebbero essere venuti a conoscenza di moltissime informazioni sensibili grazie alle 450 reti che si appoggiano sulle infrastrutture delle SIM di Gemalto.

Dopo aver avviato un’indagine interna, Gemalto ha ammesso che qualcosa di strano è avvenuto all’interno dei loro sistemi e attualmente non si quali siano gli effetti di questa “intrusione”. Ma, ipotizzando che NSA e GCHQ fossero riuscite a recuperare alcuni chiave di accesso, l’unico modo per catturare informazioni sarebbe quello di appoggiarsi sulla rete 2G, ormai obsoleta in occidente (in Italia mica tanto aggiungiamo noi!). Per tale motivo Gemalto ha ritrattato l’iniziale concetto di ‘furto massivo di chiavi criptate’  introdotto dalla testata The Intercept.

La Gemalto inoltre ha affermato che:

“Non possiamo in questa fase iniziale  verificare i risultati della pubblicazione e non abbiamo avuto conoscenza preliminare che queste agenzie abbiano condotto questa operazione”, si legge in un comunicato.

E ha aggiunto:

“Prendiamo questa pubblicazione molto seriamente e dedicheremo tutte le risorse necessarie per indagare e comprendere appieno la portata di tali tecniche sofisticate.”

Ovviamente questa è solo una delle tantissime vicende che ci tengono nascoste e che, seppur molto lentamente stanno venendo a galla.

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