Brevetti smartphone: la guerra delle licenze si combatte tra i paesi

Brevetti smartphone: la guerra delle licenze si combatte tra i paesi. E’ la nuova frontiera della lotta a colpi di antitrust per le aziende produttrici di device.

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Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito spesso a delle e vere proprie guerre di smartphone, in cui le grandi case produttrici facevano una lotta via tribunali per quel che riguarda le licenze dei brevetti tecnologici utili alla corretta funzionalità dei device o utili per aumentare le prestazioni dei dispositivi.

A quanto pare, però, le cose stanno per cambiare: nei prossimi mesi, infatti, non vedremo più le singole aziende battersi per l’ottenimento delle royalties. Secondo le ultime indiscrezioni del web, infatti, saranno gli stessi stati ad entrare in campo.

La Corea del Sud e la Cina hanno iniziato ad adottare delle politiche di antitrust che metterebbero grandi aziende, come Apple e Qualcomm, nella condizione di concedere la licenza dei propri brevetti con maggiore semplicità e ad un prezzo decisamente inferiore rispetto a prima. E India e Brasile stanno prendendo il loro esempio.

Ma cosa comporta questo cambio di strategia? Questo cambiamento di politica, potrebbe apportare una grandissima differenza agli attuali equilibri presenti nel settore della telefonia mobile internazionale. Una modifica della rotta, infatti, porterebbe alla conseguente perdita di potere da parte di Qualcomm, Apple e Microsoft nel mercato asiatico e in tutti quegli stati che seguiranno l’esempio della Cina e della Corea del Sud.

Le prime restrizioni sono entrate in vigore a dicembre in Corea, casa della Samsung. In Cina le prime modifiche in ambito di brevetti si avranno a partire dal prossimo agosto.

La Fair Trade Commission coreana ha annunciato la sua nuova mission è quella di “migliorare la coerenza” quando si parla di applicare le leggi antitrust, cercando di mettere il freno alle licenze dei brevetti utili ad aumentare le funzionalità degli smartphone e che, fino ad oggi, venivano utilizzate come sistema per aumentare il prezzo delle royalties (e, quindi, guadagnare più soldi).

Bradley Lui, avvocato della Morrison & Foerster ha dichiarato in proposito:

Ci sarà un sacco di incertezza. Si dovrà guardare con molta attenzione il modo in cui le autorità di regolamentazione effettivamente metteranno in atto queste regole.

 

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