Apple Music nel mirino dell’Antitrust

Una solerzia davvero impressionante da parte dei procuratori federali degli Stati Uniti d’America che hanno deciso di vederci chiaro riguardo gli accordi che Apple ha sottoscritto con le case discografiche per il nuovo Apple Music. Nemmeno il tempo di essere presentato all’Apple Worldwide Devolpers che il servizio di streaming della compagnia di Cupertino che già finisce sotto la lente di ingrandimento.

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Quello che si profila per il colosso della Mela è un’accusa di comportamento scorretto nei confronti delle varie applicazioni che offrono servizi di streaming musicale sul web attraverso appositi abbonamenti o pubblicità.

Quello che si evince dalla presentazione al WWDC che il servizio offerto da Apple Music potrebbe portare al tramonto definitivo di applicazioni come Spotify, Pandora e Deezer. Quello che in Italia viene chiamato comunemente “cartello” cioè un patto tra determinate compagnie commerciali che stabilendo legami. determinano servizi e prezzi a tutto svantaggio dei competitor. Un caso di vera e propria concorrenza sleale in cui Apple già nel recente passato è incappata.

Era il periodo del debutto degli e-book quando le autorità statunitensi evidenziarono come Apple avesse stretto rapporti commerciali con cinque diverse case editrici con il preciso scopo di tagliare fuori Amazon.

A provare l’inchiesta in corso, per ora, è una lettera che spiega di una specifica indagine nel campo della musica in streaming, un riferimento che non può che essere rivolto ad Apple Music.

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