Benchmarks Qualcomm Snapdragon 820: buoni i risultati

Dopo le prime indiscrezioni trapelate in rete, è la volta dei benchmarks Qualcomm Snapdragon 820, il prossimo chipset del colosso statunitense con il gravoso compito di archiviare la “mezza” delusione del socket top di gamma implementato nei devices di questo 2015. I problemi di surriscaldamento che hanno afflitto lo Snapdragon 810 (octa-core a 64bit con tecnologia semiconduttrice a 20nm) hanno portato l’azienda ad affrettare i tempi verso il rilascio del nuovo processore, denominato “Kyro” ed impreziosito da una frequenza di clock più alto (3Ghz). Senza tener conto del modello intermedio (Snapdragon 808), realizzato in compartecipazione con LG per il nuovo G4.

Benchmarks Qualcomm Snapdragon 820

Prima di parlare dei benchmarks Qualcomm Snapdragon 820, è bene ribadire quelle che saranno le caratteristiche salienti del detto socket a 64bit. Innanzitutto, l’azienda americana andrà a “pareggiare” lo scores ottenuto da Samsung con il proprio Exynos e, dunque, metterà in risalto una tecnologia semiconduttiva a 14nm, attualmente in voga nei nuovi Samsung Galaxy S6 Flat ed EDGE. Il nuovo socket di Qualcomm è stato sottoposto a test di benchmarks riportati su GeekBench, totalizzando un punteggio in single-core di 1732 e di 4970 in multi-core.

Un risultato che va ad allungare il successo ottenuto Exynos 7420 (fermo in single-core a 1486) e metter decisamente la freccia rispetto al modello precedente (Qualcomm Snapdragon 810, il cui score in single-core è di 1227 registrato da uno Xiaomi Mi Note Pro). Discorso a parte per quanto concerne il multi-core: la differenza rispetto al modello presentato qualche mese addietro è tangibile (4970 contro 4424) ma non è tuttavia sufficiente per battere l’Exynos 7420 di Samsung, ancora primo con un punteggio di ben 5284. Ad ogni modo, i benchmarks Qualcomm Snapdragon 820 dimostrano la sicura affidabilità del nuovo chipset a firma Qualcomm; in attesa di poterlo provare con mano, allorchè voci di corridoio insistono nel ribadire che Xiaomi, Sony, LG ed HTC saranno i primi produttori ad implementarlo sui nuovi devices.

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