Snapdragon 810: richieste al di sotto delle attese

Le spedizioni in tutto il mondo dello Snapdragon 810, l’ultimo processore di Qualcomm per smartphone e tablet, non sarebbero all’altezza delle previsioni.

La causa di questa richiesta così bassa è da ricercare nel problema principale riscontrato durante l’utilizzo di dispositivi alimentati da questo particolare processore. Si tratta del surriscaldamento che, secondo testimonianza diretta di Sony, rimarrebbe un problema irrisolto anche a fronte dell’uscita dell’ultima versione rivisitata 2.1.snapdragon_810

Tant’è che gli stessi produttori dei nuovi Xperia Z4 e Xperia Z3 Plus consigliano di spegnere i cellulari durante il periodo di ricarica e, addizionalmente, anche due/tre volte durante il resto della giornata. Arrangiandoci temporaneamente con questi piccoli stratagemmi, siamo però a conoscenza del prossimo rilascio di un aggiornamento di software questa estate, legato proprio a questi due smartphone, che dovrebbe risolvere del tutto il problema.

Altra causa della scarsa affidabilità dello Snapdragon 810 ricade nel processo produttivo del chip in sè, fabbricato con tecnologia a 20 nm. Sappiamo che recentemente, Apple ha iniziato la produzione dei suoi chip A9 seguendo una tecnologia a 16 nm, più moderna ed efficace, e che con l’inizio del nuovo anno, prenderà piede la tecnologia produttiva a 10 nm. Dunque risulta ormai obsoleta e inadatta alle grandi prestazioni la tecnologia a 20 nm.

Chi gode dei problemi legati all’utilizzo dello Snapdragon 810 è certamente Samsung che sui suoi S6 e S6 Edge ha deciso di montare l’alternativo Exynos 7420, ottenendo risultati decisamente migliori paragonati alle aspettative. Tuttavia corre voce di un possibile approdo allo Snapdragon 808 sul Galaxy S6 Plus (o Galaxy S6 Note): si tratterebbe di un hexa-core con GPU Adreno 418, lo stesso processore utilizzato nell’LG G4.

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