Dati Lenovo non positivi, via 3.200 dipendenti. Pesa l’acquisto di Motorola

I dati Lenovo snocciolati in queste ultime ore confermano il leitmotive di questo 2015 per quanto riguarda la crisi di alcuni dei maggiori colossi operanti nel settore mobile. Dopo BlackBerry, HTC, Sony e Microsoft, anche il famigerato produttore di PC ha intrapreso la strada della “razionalizzazione“, dettata dalla pochezza delle vendite realizzate in un mercato sin troppo saturo e che giocoforza comporta una rivisitazione delle strategie e di un’altrettanta riduzione della manodopera.

Dati Lenovo

I dati Lenovo riferiti al secondo trimestre 2015 mettono in evidenza tutte le difficoltà del player attivo nei mercati tablet, PC e smartphone. L’utile netto è sceso del 51% rispetto all’anno scorso, un tracollo trascinato da un segmento, quello dei computer, sempre più in declino e di un altrettanto, quello legato agli smartphone, viceversa più competitivo e tale da rallentare la crescita.

Un report che va in controtendenza con i dati Lenovo riportati nel bel mezzo della recessione, allorquando il brand cinese era riuscito a guadagnare cospicue quote di mercato nei settori PC e tablet ed incassare un margine di vendite fuori dalla Cina pari al 68%. Ma quanto riportato in queste ore non ha soddisfatto appieno le aspettative, imponendo scelte e misure critiche per raggiungere la redditività e crescita sostenibile.

La conseguenza – aggravata dall’acquisto di Motorola – è la dipartita di 3.200 dipendenti, una mossa che può ascriversi in un contesto di ristrutturazione più ampio pronto a sfruttar meglio i punti di forza complementari di Motorola e Lenovo, in virtù di prodotti differenziati ma comunque basati sull’ex compagnia controllata da Google per la progettazione, sviluppo e produzione di smartphone.

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