Attacchi terroristici a Parigi, tra Usa e Silicon Valley si apre un dibattito sulla crittografia

La paura generata dagli attacchi terroristici a Parigi coinvolge anche il Web e il mondo dell’alta tecnologia in generale. Mentre prima era una semplice discussione, ora tra funzionari pubblici e dirigenti della Silicon Valley deve arrivare un accordo sui termini e i livelli della sicurezza e della privacy.

I nostri computer e dispositivi devono da una parte essere a prova di hacker e ladri di dati o peggio ancora di password per accedere ai nostri conti. Questa sicurezza però non deve essere una barriera per investigatori pubblici e forze dell’ordine che devono avere modo di intercettare parte delle comunicazioni soprattutto quando sono in corso indagini.

Attacchi-terroristi-Parigi

Gli attentati terroristici aParigi e altri fatti di cronaca sempre legati all’Isis e altri gruppi eversivi dimostrano come la tecnologia mobile sia al centro delle loro strategie e dei loro movimenti. I funzionari della Casa Bianca e del Congresso Usa in questi giorni hanno nuovamente incontrato i dirigenti della Silicon Valley per parlare di comunicazione cifrata e criptografia.

Dopo il Datagate le grandi aziende come Apple, Google, Microsoft e BlackBerry hanno reso i loro dispositivi e software a prova di intercettazione. E’ un sistema di difesa talmente complesso e strutturato per proteggere l’utente che diventa impenetrabile anche per le stesse aziende che lo creano. Quello che i funzionari pubblici chiedono ad Apple, Google e altri è di rendere la crittografia accessibile agli investigatori, ma i dirigenti rispondono che come diventa accessibile agli investigatori così il sistema diventa accessibile agli hacker.

Insomma, “indebolire la sicurezza per far progredire la sicurezza ha ha alcun senso” spiegano i dirigenti hitech. “La crittografia – continuano – è uno strumento di sicurezza a cui ci affidiamo ogni giorno per impedire ai criminali di prosciugare i nostri conti bancari per evitare che hacker e altri criminali possano prendere il controllo delle nostre automobili, dei nostri aerei, per preservare la nostra sicurezza”.

Gli attacchi terroristici a Parigi hanno quindi aperto, o meglio, rinnovato una questione aperta tra privacy, sicurezza ed esigenza di controllo da parte degli organismi pubblici. Dovrebbe intervenire una legge e a proposito. il presidente Usa Barack Obama ha fatto un passo indietro sulla possibilità di imporre per legge un accesso straordinario ai dispositivi in caso di criminali e terroristi.

Fonte: Wall Street Journal

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