Navigatore sul Cellulare: L’uso massiccio ci può disorientare

Le app (anche gratuite) che trasformano i nostri smartphone e tablet in veri e propri navigatori satellitari ci aiutano indubbiamente a raggiungere luoghi che non abbiamo visitato, ponendosi come dispositivo positivamente attivo nelle vostre vite; una sorta di bussole virtuali che consentono di orientarci.

Proprio questo soddisfacimento del bisogno di orientarci può spegnere i rami neuronali che ci inducono a trovare il giusto senso d’orientamento nel mondo in cui viviamo. Se imparare ad utilizzare un’App stimola il nostro cervello, abituarsi all’uso quotidiano del navigatore (adesso sempre a portata di mano grazie agli smartphone e tablet di ultima generazione), in un certo qualsenso, lo spegne e lo rende più pigro.

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Gli esperti affermano che il risultato finale è una sorta di disorientamento se ne siamo sprovvisti, nell’incapacità di comprendere dove andare. Il web, infatti, ci aiuta ad aprire la mente, aumentando il range di dati sensibili che il cervello può ricordare. Ma, invecchiando, la memoria si restringe a quelli che sono i circuiti più familiari, come il ricordo di percorsi o strade che svolgiamo spesso.

Il cervello ha sempre bisogno di un notevole allenamento, per mantenersi attivo e ricordare tutto ciò che ci rende individui attivi e dotati di capacità orientative. Se spegniamo la capacità di comprendere quale strada intraprendere, appoggiandoci all’uso del navigatore sul cellulare, il nostro cervello crederà che tale funzione non serve più e tenderà a dare priorità ad altre aree, focalizzandosi su azioni più importanti e che richiedono un maggiore sforzo cognitivo.

Come rimediare? Utilizzare il navigatore del cellulare solo quando serve, cioè laddove il nostro cervello non conosca minimamente che percorso intraprendere. In tutti gli altri casi, grazie alla nostra memoria e ad un po’ di intraprendenza, come chiedere alla gente del luogo, si può giungere a destinazione senza fatica e senza il rischio di “far invecchiare” il nostro cervello solo per pigrizia.

La tecnologia ci rende più pigri? Dipende dai punti di vista. Dev’essere un aiuto sporadico. Mai una deleteria abitudine. 

 

 

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