Huawei P30 recensione

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Abbiamo la Samsung, l’Apple e…quale altra marca vi viene in mente? Probabilmente Huawei. Anche se ultimamente è oggetto di notizia di prime pagine su tutti i quotidiani mondiali per la rottura con Google, si tratta di quella marca che ha trasformato il termine di “cellulare cinese” in attualmente qualcosa di buono. Sono riusciti a produrre anche un’altra linea di cellulari indiretta (Honor) e diverse serie di smartphone. In particolare è famosa la serie “P” che simbolizza i cavalli di battaglia della Huawei. L’ultima uscita? La serie 30. Ovviamente, questa viene in versioni Lite, normali e Pro. Diamo un’occhiata su quel che presenta la versione normale del P30 e quali sono gli ultimi aggiornamenti sul modello.

Look e design…cominciamo subito a dire che la Huawei ha ritoccato di poco i dettagli su quel che riguardano la forma dello Smartphone. Si tratta sempre della solita forma rettangolare con i bordi smussati che hanno caratterizzato un po’ tutti i cellulari di questi ultimi tempi. Tuttavia i colori e i piccoli accorgimenti che arrivano dal vecchio P20 e passano a quest’ultimo modello sono essenziali: bello a vedere e che si sistema bene sulla nostra mano, ci da la buona sensazione d’avere a che fare con un cellulare d’alto costo. E forse, in un effetti, non è solo una sensazione. Di recente questa serie ha ottenuto anche una certifica IP, ma nel caso del modello P30 questa è di a malapena IP53. Qualcosa che non da molta confidenza per quel che riguarda la resistenza a polvere e acqua.

Lo schermo è già parecchio eccezionale da sé. Da 6 pollici, con una risoluzione di 1080×2340 ed una densità di 422ppi, è capace di rivaleggiare con i Super AMOLED della Samsung. Di suo in effetti ha un pannello basato su OLED. Lo schermo copre quasi tutto l’apparecchio, fino all’85% della superficie, soprattutto grazie all’eliminazione del lettore d’impronte sulla scocca (ora piazzato sotto lo schermo) e la riduzione dei bordi.

Prestazioni ed accessori…anche qui la Huawei s’è data da fare. E’ possibile infatti trovare un chipset Kirin 980 ad alte prestazioni, con 6Gb di RAM e 128Gb di memoria interna. Quest’ultima può essere espansa tramite l’uso delle memorie “Nano Memory” offerte stesso dalla casa, il che è una scelta ancora piuttosto criticata. Le Nano Memory sono memorie proprietarie, perciò non possono essere usate delle MicroSD per aumentare la memoria interna. Tuttavia le Nano Memory sono espressivamente studiate per i modelli come questi, perciò non avranno cali di prestazioni nel tempo. In generale però, è una scelta piuttosto disprezzata.

E per quel che riguarda la fotocamera? Ovviamente è il punto di forza della Huawei da molti anni. Sul modello normale possiamo trovare una tripla fotocamera da 40+16+8Mpx, supportato dalle ottiche Leica, con una funzione inclusa per il RYYB. Si tratta d’un filtro particolare che è capace di catturare più colori all’interno d’un immagine, a differenza dell’usatissimo RGB. E’ presente un “normale” zoom 3x ottico, con un alto livello del dettaglio e soprattutto con un altissima qualità in ambienti poveri di luce. Questo è un aspetto che nel P30 al momento sta creando molto scalpore, ancora più potente per quel che riguarda il “fratellone” Pro con la sua funzione TOF e una fotocamera leggermente più potente. La fotocamera frontale offre fino a 32Mpx, decisamente potente ma con alcune funzioni mancanti, magari con un design che appare piuttosto vecchio rispetto a tutto il resto del cellulare.

La batteria è da 3650mAh. Capiente, non sulla media dei tanti cellulari che stanno uscendo con 4000mAh all’interno, ma comunque ben ottimizzata dal sistema operativo EMUI 9. Si tratta anche d’un cellulare eccezionale da ricaricare velocemente fino a 40W, perciò la dimensione ridotta della batteria non è tanto un problema visto che potete ricaricarlo in pochissimo tempo. Una piccola pecca è la mancanza della ricarica Wireless, cosa però presente nella versione Pro.

Ed ora una piccola doppia nota finale: anche se questo cellulare utilizza Android 9 (Pie) attraverso la sua versione personalizzata EMUI 9, bisogna comunque dire che risulta essere un po’ datata. La Huawei dovrà certamente impegnarsi di più a rinnovare gli aspetti di questo sistema operativo.

Per terminare, è chiaro che più una marca diventa famosa e competitiva, maggiori saranno i suoi costi finali. Nel caso del P30, ad esempio, ci sarà da pagare almeno 800 euro. Ciò porta il suo fratello maggiore, il Pro, a quasi 1000 euro.

Tutto in regola con il mercato, certo, ma risulta essere un prezzo molto caro da pagare ugualmente – rendendo quasi più preferibile l’acquisto della versione Pro per i vantaggi che offre sopra il modello normale.

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